Le 5 false credenze più diffuse sulla laurea in scienze motorie

Sei alla ricerca delle false credenze sulla laurea in scienze motorie perché sei indeciso sul tuo percorso universitario? Purtroppo, questa facoltà è vittima di una serie di luoghi comuni da sfatare. Se hai una passione per questo settore, non tentennare. Il percorso universitario è interessante e vario e molti miti sono semplicemente dei falsi miti.

1 – Scienze motorie è incentrata solo sullo sport

Tra le false credenze sulla laurea in scienze motorie quella di una eccessiva concentrazione sullo sport è la più diffusa. Erroneamente, si pensa che il programma di studi riguardi solo sport e attività motorie. In realtà, non è così. La laurea triennale in Scienze Motorie, classe di studi L-22, prevede esami come:

  • anatomia e fisiologia umana
  • medicina ed endocrinologia
  • pedagogia generale e speciale
  • economia e contabilità delle aziende sportive
  • marketing dello sport
  • diritto privato dello sport
  • basi di biomeccanica e traumatologia

Come puoi vedere, si tratta di un programma molto vario, che va dal diritto alla medicina passando per la pedagogia. Al termine degli studi, infatti, i neolaureati hanno una formazione che consente loro di lavorare sia come allenatori che come dirigenti di strutture sportive. Lo stesso discorso vale anche per la laurea magistrale in scienze motorie LM-68, il cui programma include esami come psicologia sociale, diritto dell’ordinamento sportivo e storia dello sport, comunicazione e giornalismo sportivo.

2 – Unico sbocco lavorativo: insegnante di educazione fisica

La questione del lavoro dopo la laurea è un’altro dei falsi miti da sfatare. I neolaureati in scienze motorie non hanno come unica strada l’insegnamento in scuole e palestre.

Questa idea puoi archiviarla tra le false credenze sulla laurea in scienze motorie. Oggi ci sono diverse opportunità di carriera molto interessanti, tra cui:

  • direttore di strutture sportive
  • osservatore sportivo
  • talent scout
  • preparatore atletico per disabili
  • analista di gara
  • allenatore
  • personal trainer
  • commissario tecnico
  • preparatore atletico professionista di sport agonistici
  • istruttore di fitness, ginnastica, nuoto, tennis, atletica, sci, scherma, pugilato e così via

Ovviamente, nell’elenco delle professioni possibili c’è anche l’insegnamento. I laureati magistrali in scienze motorie (LM-68), infatti, possono accedere alle seguenti classi di concorso: 

  • A-48 – Scienze motorie e sportive negli istituti di istruzione secondaria di II grado
  • A-49 – Scienze motorie e sportive nella scuola secondaria di I grado

3 – La laurea in scienze motorie abilita al lavoro di fisioterapia

Se ti laurei in scienze motorie, non sei un fisioterapista. È vero i campi di azione non sono così distanti, al contrario sono molto vicini tra loro. Spesso, una persona in riabilitazione deve seguire una terapia con il fisioterapista e fare sport per recuperare la mobilità compromessa. Non a caso, i laureati in scienze motorie possono lavorare nei centri sanitari e nelle strutture fisioterapiche come mediatori nella prevenzione del rischio per la salute. Si tratta di un ruolo molto richiesto da svolgere in collaborazione con fisioterapisti e medici.

Al di là, però, di questo aspetto, un laureato in scienze motorie non può operare come fisioterapista. Nel caso di interesse nei confronti di questo percorso, è possibile comunque intraprenderlo dopo la triennale. Bisogna sostenere il test di ingresso alla facoltà di fisioterapia, che fa parte dell’area delle lauree mediche. Dopodiché, si richiede il riconoscimento dei crediti per alcuni degli esami già sostenuti, tra cui pedagogia e anatomia.

4 – A scienze motorie si studia poco

Al quarto posto della nostra lista sulle false credenze della laurea in scienze motorie c’è quella che la identifica con un titolo di studio di serie B. Molti considerano scienze motorie un percorso semplice, che non ha niente a che vedere con la complessità di lauree come ingegneria o economia.

In realtà, è un errore mettere a paragone ambiti di studio così diversi. Per stabilire la maggiore o minore difficoltà di una facoltà bisogna confrontare ambiti simili. Scienze motorie ha le sue complessità come ogni facoltà. Gli studenti non stanno tutto il tempo a fare sport o a dedicarsi a semplici attività pratiche.

Come hai potuto notare dall’elenco degli esami più sopra, ci sono materie diverse che presuppongono una certa flessibilità mentale. Tra l’altro i crediti e il numero degli esami sono gli stessi di tutti gli altri percorsi triennali e magistrali. Niente cioè è regalato e iscriversi significa predisporsi a studiare.

5 – Scienze motorie non si può seguire online

Nell’ultima posizione dell’elenco delle false credenze sulla laurea in scienze motorie indichiamo quella riguardo la frequenza. Molti credono che sia indispensabile la formazione in presenza a causa delle attività pratiche incluse nel piano di studi. Non è così. Come abbiamo già ribadito, il programma prevede esami teorici e pratici. Questo significa che puoi iscriverti anche se sei impossibilitato a trasferirti presso l’ateneo e a seguire le lezioni in sede.

Ti iscrivi tranquillamente alla facoltà online dell’Università di Verona e usufruisci della formula e-learning. Dovrai cioè recarti in ateneo solo per sostenere gli esami e svolgere le eventuali attività pratiche. Insomma se lavori o devi occuparti della famiglia, hai comunque la possibilità di laurearti in scienze motorie.

Credits immagine: DepositPhoto.com/JanPietruszka


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